Nuotare come la Pellegrini, ecco come si fa

Tuo figlio ha la passione del nuoto e non si perde nemmeno una gara della Pellegrini? Bene, questa è un’ottima cosa, ma se volesse davvero cimentarsi in questo sport cosa si deve fare per poter ottenere risultati apprezzabili? Tanto per cominciare devi scoprire se quella di tuo figlio è solo una passione o se invece ha davvero del talento e quindi può nuotare come la Pellegrini. In secondo luogo devi cercare un buon centro sportivo acquatico dove farlo allenare, e se poi hai lo spazio, puoi optare benissimo per delle piscine fuori terra piuttosto che per delle piscine interrate, puoi installarne una a casa tua, nel giardino. Allora vediamo quali sono i consigli utili per accompagnare tuo figlio in questo percorso.

Ha la stoffa del campione?

Ovviamente si dovrebbe praticare il nuoto a prescindere dal fatto di voler diventare un campione a tutti i costi, ma se si vuole provare a percorrere i passi di questa carriera si dovrà avere molta tenacia e determinazione perché queste caratteristiche sono fondamentali. Delle volte lo sport è molto duro anche con i più piccoli, sentirsi dire che non si è portati per una certa attività perché magari non si hanno le caratteristiche fisiche richieste può essere un duro colpo per i genitori e per i bambini, tuttavia si deve essere disposti ad accettare anche questo tipo di responso preparando il bambino a un eventuale rifiuto e cercando di fargli capire che magari è portato per altre attività, quindi senza mai fargli pesare la cosa.

Ci si rende conto della determinazione e del talento del bambino semplicemente facendolo provare, quindi il primo passo è certamente quello di portarlo in piscina oppure di farlo nuotare ella piscina in giardino se l’abbiamo, in modo da fargli prendere confidenza con l’acqua. Va da sé che sarà l’istruttore di nuoto, mano mano, a capire se il bambino potrà avere uno sbocco professionale o se invece il nuoto continuerà a essere il suo sport ma a livello non agonistico.

A che età si dovrebbe iniziare

nuotoCome per la maggior parte degli sport, per esempio la danza, prima si comincia meglio è. Il nuoto non fa eccezione. Il neonato che fa acquaticità e che poi continua anche nelle altre fasi della crescita a praticare lo sport avrà sicuramente un rapporto con l’acqua diverso da chi comincia a 16 anni. Tuttavia, non si esclude la possibilità di ottenere ottimi risultati grazie all’impegno anche a quell’età. Federica Pellegrini, per esempio, ha iniziato a disputare le prime gare di nuoto tra i 6 e i 7 anni, ottenendo i primi risultati importanti attorno ai 15 anni. Si capisce subito che stiamo parlando di un vero talento, ma questo da solo non basta.

Tanti sacrifici

Per diventare davvero un campione occorrono tanti sacrifici tante ore di allenamento e tante rinunce. Siete sicuri che vostro figlio vuole proprio questo? O è piuttosto un vostro desiderio quello di vederlo in corsia? Se è lui a volerlo allora assecondatelo perché i sacrifici non sono richiesti solo agli atleti, ma anche ai genitori che dovranno seguirli passo dopo passo.

Non è facile, diciamolo fin da subito. Si deve seguire un certo tipo di alimentazione e fare tante ore di duro allenamento, e stare nell’acqua col cloro non è esattamente come stare all’asciutto. Il rischio è quello che il bambino possa soffrire di solitudine e non relazionarsi bene con i suoi coetanei, quando gli altri escono lui si dovrà allenare, e se a un certo punto dovesse mollare, non fategliene una colpa.