Chirurgia orale: osso sintetico e sue controindicazioni

L’impiego di impianti ossei è molto diffuso, specialmente in chirurgia odontostomatologica ed è indicato per la riparazione ossea in casi di riassorbimento massivo o danno esteso permettendo la ripresa funzionale e morfologica dell’osso trattato.

Esistono differenti tipi di trapianti disponibili, oltre all’autograft (autotrapianto di una porzione ossea prelevata dallo stesso paziente) sono praticati anche allograft e xenograft (trapianti di porzioni ossee rispettivamente prelevate da altri esseri umani e da animali).

In alternativa , senza entrare in lunghe procedure quali quelle del rialzo del seno mascellare , si può scegliere di applicare gli impianti zigomatici , i quali posso farvi avere denti nuovi in un solo giorno !

TIPI DI OSSO SINTETICO E SUE PROPRIETA’

I sistemi di trapianto più interessanti e recenti sono invece a base di osso sintetico, termine che racchiude una buona quantità di differenti trapianti artificiali biocompatibili, ma ognuno di essi ha in comune delle proprietà osteotropiche, cioè capacità diretta di attirare ed anche favorire la proliferazione delle cellule osteoblastiche, alla base della crescita ossea, così che esse formino nuovo tessuto ed inglobino armoniosamente l’osso sintetico all’interno di quello del paziente, questo dando contemporaneamente una compattezza ed elasticità strutturali le più vicine possibili all’osso normale.

Rialzo del seno mascellare procedura :

rialzo seno mascellare

Non è poi sempre necessario che l’osso sintetico permanga, molte varianti infatti permettono il riassorbimento del trapianto, ma solo dopo aver stimolato adeguatamente lo sviluppo di nuovo osso, questo ad esempio non accadeva con alcuni graft (trapianti) sintetici in carbonato di calcio che tendevano ad essere riassorbiti troppo rapidamente portando facilmente alla frattura dell’osso neoformato, per tale motivo sono tra i trapianti meno usati ed in via di abbandono in favore di graft in fosfato tricalcico e idrossiapatite che simulano una struttura ossea più duratura con riassorbimento a lungo termine.

Quando l’osso manca:

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LE PRINCIPALI CONTROINDICAZIONI ALL’USO DELL’OSSO SINTETICO

Lo status dell’osso ancora presente è fondamentale per valutare la fattibilità dell’intervento, ancor più importante nel caso di un impianto sintetico in quanto l’osso rimanente deve essere adeguatamente vascolarizzato e deve presentare giuste proporzioni di spessore e qualità, quindi un osso troppo fragile o poco irrorato può essere controindicazione all’intervento; come estensione naturale di queste condizioni anche un’età eccessivamente avanzata potrebbe risultare controproducente. Controindicazione assoluta può essere la presenza di pregresse patologie ossee, quali osteoporosi o osteomalacia, che comportano una diradazione ossea eccessiva. È importante anche debellare qualsiasi infezione presente nel paziente prima di intervenire con trapianto sintetico per assicurarsi che essa non si estenda anche alla sede dell’intervento e provochi complicanze importanti fino alla sepsi (infezione sistemica).

Uno dei vantaggi dei trapianti di osso sintetico è la bassa presenza di rigetto e quindi una reazione immunitaria del paziente alla presenza del corpo estraneo, la possibilità non va però sottovalutate ed è opportuno in sede anamnestica accertarsi che il paziente non abbia avuto pregressi interventi chirurgici nei quali si sia verificata una condizione simile o se per lo meno non abbia avuto in passato reazioni simil-autoimmuni sospette.

BIBLIOGRAFIA

Bone grafts in dentistry – Prasanna Kumar et alt., ncbi.nlm.nih.gov, US National Library of Medicine National Institutes of Health
Bone substitutes: An update – Giannoudis et al., injuryjournal.com
Clinical Implantology – Singh, Elsevier