Stepchild adoption

La stepchild adoption e le sue implicazioni

La “Stepchild adoption” esiste in Italia dal 1983 ed è l’adozione del bambino che vive all’interno di una famiglia in cui uno solo dei due coniugi risulta essere genitore biologico. Ovviamente tale adozione avviene con il consenso del genitore biologico e solo se tutela gli interessi del figlio, che può dare a sua volta consenso se con un’età maggiore ai quattrocidi anni, o comunque esprimere la sua opinione se ha un’età compresa tra i dodici e i quattorcidi anni. Ma l’adozione a questo punto non è automatica, in quanto nel caso di minorenni viene disposta dal Tribunale dei minori solo dopo accurate indagini valutative dell’idoneità affettiva, delle capacità educative, e tenendo conto anche della situazione personale ed economica del richiedente l’adozione.

Con la “Stepchild adoption” il genitore non biologico che adotta il bambino, può esercitare legittima patria potestà. Nel 2015 il Tribunale dei minori di Roma ha sancito che l’orientamento sessuale di una persona non può rappresentare un ostacolo all’adozione, ribadendo quello che è poi il principio giuridico in linea con la giurisprudenza italiana ed europea. Anche Matteo Renzi nel suo programma sulle “famiglie omogenitoriali” sottolinea la necessità di riconoscere ai bambini nati e cresciuti in questo tipo di famiglie, esattamente gli stessi diritti di cui godono anche gli altri, quindi anche la possibilità di essere adottati da parte del genitore non biologico.

Il ddl Cirinnà quindi, se accettato, prevede (art. 5) che il componente dell’unione civile continui ad avere la facoltà di richiedere l’adozione del figlio biologico del patner, indipendentemente dal suo orientamento sessuale. Sarà sempre necessario il consenso del genitore biologico e di conseguenza sarà il Tribunale dei minori a valutare caso per caso se l’adozione rispetta gli interessi del minore (che verrà sempre tutelato) e se il richiedente l’adozione ha tutte le caratteristiche sopra elencate.

L’appello al Parlamento in merito alle unioni civili

Il Sindaco di Torino Piero Fassino, il Presidente del Consiglio Regionale Mauro Laus e il Presidente della Regione Sergio Chiamparino, hanno fatto sentire la loro opinione, subito dopo l’appello di Torino Pride che li ha invitati a dissuadere il Premier ad accettare un accordo sulle unioni civili al ribasso.

La loro richiesta al Parlamento è quella di regolamentare il riconoscimento delle unioni civili, prevedendo anche la “stepchild adoption” per le coppie omosessuali. Queste le parole che hanno indirizzato al Parlamento: “…chiediamo che vengano comprese le ragioni di chi invoca l’adozione del testo di legge originario, convinti che materie come la cosiddetta stepchild adoption non possano subire rinvii a tempo indeterminato.” Il loro, quindi, risulta essere un no ai continui rinvii in merito alle adozioni da parte del coniuge del genitore biologico.

I tre rappresentanti del Piemonte hanno dichiarato che è necessaria la legge sulle unioni civili e che comprendono le ragioni della mediazione del governo che ha portato allo stralcio sulla stepchild adoption, ma che è necessario innanzitutto riconoscere le coppie di fatto. Per quanto riguarda la stepchild adoption ritengono che la questione non possa essere continuamente rinviata, e che bisogna stabilire dei tempi certi.